MARJAN FAHIMI

“…Architetto, urbanista e pittrice, Marjan Fahimi, nata a Teheran, e’ giunta dall’Iran in Italia per studiare e si e’ portata dietro le sue radici persiane, quelle dei grandi spazi della natura che si sono sposati con i modi della pittura occidentale. Nascono cosi i trittici dedicati agli uccelli, dove stormi di volatili solcano il cielo al tramonto, oppure, si posano, come le note del pentagramma, sui fili dei tralicci della luce stagliati contro spazi di sereno. La natura e’ la protagonista della pittura di Marjan Fahimi, con opere dedicate tutte al cielo, senza pero’ intenti surrealistici, ma squarci di sereno segnati da cirri mossi e capricciosi che si animano con la luce del sole di Persia. Una natura che e’ sempre in pericolo, quando dialoga con l’Uomo, che spesso non sa esserne il giusto custode. Allora il paesaggio puo’ essere segnato dal filo spinato che evoca guerra e distruzione contro cui si erge il grido iconico e accorato di Marjan Fahimi, donna del suo tempo e artista della speranza…”
Prof. Marco Bussagli – Accademia di Belle Arti di Roma

 

“Nelle opere di Marjan Fahimi, i soggetti sono caratterizzati principalmente da paesaggi, vedute che mettono in evidenza i principali fenomeni atmosferici: aria, vento, nubi, pioggia, acqua, luce, terra. Visioni oniriche di uno scenario in cui la componente naturalistica, caratterizzata da una grande, avvincente poeticità, è incantata dalla natura e dalla vita. Questa arte fatta di pittura, prospetta una ricerca carica di emozioni contrastanti ma rivela anche una indagine sulla materia. Marjan, alla seduzione della componente cromatica, privilegia il fascino del segno, tratti energici espressivi che risaltano in primo piano e citano elementi organici, vegetali, ma anche oggetti artificiali, impronte a volte astratte, spiccate su paesaggi che riportano con perseveranza agli elementi del cielo e della terra. Dove la presenza umana è dipinta in lontananza, lasciata sola, dietro. Alle estremità del fondo scena. Queste sono suggestioni teatrali di una testimonianza esistenziale su cui si depositano come nei sogni, leggere, delicate e raffinate velature di colore; tali strati, l’artista li applica su di un fondo elaborato, graffiato, plasmato in un sottostrato in rilievo, che viene risaltato dai vari passaggi di sfumature pittoriche.
Rappresentazioni comunque e in ogni caso rese dolorose, argomentazioni dai toni lirici che assumono aspetti drammatici, esistenziali, tradotte in forma di denuncia, in un grido di allarme dal robusto contenuto ambientalista. Un’accusa su questo dramma contemporaneo, voluta da una grande esigenza interiore innamorata della vita.”

Vinicio Prizia – Presentazione del catalogo “Controluce”

Nata a Tehran il 1 Marzo 1982. All’età di 15 anni comincia a seguire i corsi di pittura e disegno presso l’atelier di Hossein Maher e Maryam Mahin.

Nel 2004 dopo aver conseguito la laurea in Lingua e Letteratura Italiana presso l’università di Tehran, parte per Roma e intraprende gli studi in Architettura per poi concludere la sua formazione nel 2013 con la laurea nel Corso Magistrale di Architettura – Progettazione Architettonica e Urbana.

Riconoscimenti:
2014: Seconda classificata nella categoria SILVER (PITTURA) del concorso internazionale Premio ADRENALINA 3.0
2014: artista selezionata per il progetto “Off Site Art” per l’Aquila a cura di Veronica Santi – in collaborazione con ArtBridge
2008: vincitrice del concorso delle arti Martelive
2007: finalista del concorso Martelive e premio della giuria Liart

 

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