IVANA PULJIC

Sono nata a Spalato, Croazia. Ho studiato Storia dell’Arte presso la Facoltà di Filosofia a Spalato. Mi sono laureata nel 2001 nell’Accademia di Belle Arti di Roma, corso di pittura, con il prof. Italo Scelza Palumbo. .

Nell’accademia ho sperimentato una varietà di tecniche ecologiche. Ho cominciato ad usare le tecniche con la cera, come il batik, l’encausto, perché si trattava di materiali ecocompatibili. Il loro utilizzo non inquinava la natura, ne l’uomo, come invece, altri colori sintetici.

Nello stesso tempo i soggetti dei miei quadri erano critiche dirette all’ inquinamento del pianeta e della natura stessa. L’uomo che inquinava la natura dove vive e senza la quale non può continuare a vivere. L’uomo nel degrado totale nelle grandi città. Le macchine, i treni, il cibo spazzatura, con l’uomo lì in mezzo.

Un altro progetto di cui mi sono occupata è il degrado e la varietà dei sentimenti dell’uomo contemporaneo. Presentando la storia metaforica e realistica di due mondi: l’esterno che lo circonda e l’interno in cui è immerso. Come si relaziona con se stesso e con gli altri. L’indifferenza e il potere. In amore, nel lasciarsi andare, nel frenare i propri sentimenti, nel vivere come si aspetta la società da lui. E di cercare di liberarsi da questi modelli imposti a lui dagli altri.

La cera è diventata la tecnica principale della mia espressione artistica. Dipingo con questa tecnica da più di quindici anni. È la mia via di mezzo tra pittura, scultura e grafica.

Ho esposto nelle gallerie e in musei in Italia, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Francia, Bulgaria e Paesi Bassi.

11. Filo d'oro, 45 x 75 cm, c'era su legno, 2015.