CRISTIANO DE MATTEIS

Nel laboratorio romano di via del Pellegrino si compie di fatto la fusione tra queste due forme d’arte, con la
disintegrazione di barriere e confini ormai del tutto pretestuosi. Gli acrilici su tela hanno un’evidente derivazione
fotografica, così come le fotografie utilizzate non possono dissimulare un’ovvia componente onirica, spesso
indotta dalla conoscenza approfondita dell’arte classica. L’una forma espressiva è in simbiosi con l’altra, dando
vita infine ad un prodotto artistico “terzo” rispetto alle tecniche generanti. Se l’avvento della fotografia ha
storicamente rivoluzionato la pittura, forzandone l’evoluzione, la pittura interviene ora sulla fotografia ponendo
il sigillo sui soggetti prescelti, trasformando un’immagine potenzialmente replicabile in innumerevoli copie in
un’opera unica…
Le infinite storie di cui ogni persona è portatrice, ci sfiorano ogni giorno, si intrecciano e scompaiono col passo
veloce dei nostri tempi. Rallentare queste scie d’umanità fino a trasformare una fugace apparizione in un
incontro, cogliendone la bellezza sia etica che estetica, è ciò che Cristiano De Matteis si ripropone coi suoi
quadri. Le immagini di partenza sono spesso decontestualizzate e iper contrastate, fino a divenire ombre dai
contorni sfumati affogate in controluce estremi. Talvolta si tratta invece di ricontestualizzazioni ottenute per
sovrapposizione di immagini, a ricreare l’atmosfera onirica che è componente essenziale di questi lavori. In ogni
caso si tratta dell’incipit di storie impossibili, di rapporti solo ipotizzati, frutto di una sorta di trance estetica che
diviene un atto d’amore verso la gente, verso il suo costante fluire, incrociarsi, sfiorarsi…
Carlo Micheli