Corrado Veneziano è stato recensito, in modo estremamente lusinghiero, da Achille Bonito Oliva, Derrick de Kerckhove e Marc Augé. Ha tenuto mostre personali a Roma, Bruxelles, Parigi, San Pietroburgo. Nel 2015, la Rai gli ha commissionato il logo del 67° Prix Italia; è stato l’unico pittore italiano a essere invitato dal Comune di Parigi a presentare le sue opere nel 750° anniversario delle manifestazioni francesi in onore di Dante Alighieri.
Da un punto di vista figurativo, il lavoro attuale di Corrado Veneziano tende a legare dimensione grafica e dimensione alfabetica; e le opere dell’ultimo periodo riprendono incipit di opere letterarie e filosofiche sovrapponendole a linee, barre e codici Isbn. Si tratta di testi costruiti su alfabeti moderni (italiano, inglese, tedesco, francese…) o classici (ebraico, greco, latino…); e di codici a barra ripresi nella loro funzione industriale e tecnologicamente avanzata. In realtà, nella sintesi pittorica di Veneziano, il risultato sembra ribaltarsi: le barre algoritmiche diventano linee elementari e ludiche; e le parole di Marx e Giustiniano, Melville, Dostoevskij e Saint-Exupéry (e molti altri) diventano evocazione di documenti: linguisticamente fedeli e allo stesso tempo esteticamente stranianti.