Teatro e Arte uniti per il 25 Novembre
“Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”

DI PORPORA IL MARE
da un’idea di Marianna Di Pinto
Regia Marianna Di Pinto e Gabriella Graziani
con le ragazze e i ragazzi dei Cantieri Teatrali
musiche di Brian Petrosino
coreografie di Melita D’Uffizi e Alessandro Lanzillotti

ORARIO SPETTACOLI:
17:30
20:00

E’ CONSIGLIATA LA PRENOTAZIONE

PER INFO E COSTI:
SpazioCima, via Ombrone 9, Roma
Info: info@spaziocima.it – www.spaziocima.it
tel. +39 06 85302973 – +39 342 9923606

 

DI PORPORA IL MARE
Una storia, quella di una donna che non racconta ma interroga il pubblico su un mistero: la violenza.
Violenza subita, osservata, annunciata, dimenticata e moltiplicata nei silenzi. Una violenza denunciata da voci illustri, da parole e versi di poesie. Una violenza che si fa voce. Una voce e una storia che si frammenta e moltiplica in testi, in canti , in nomi propri di persona, in voci di chi ha prestato il suo nome ad una battaglia o si è posta per lo meno la domanda: Lella Costa, Alda Merini, Serena Dandini, Betta Cianchini e persino Edgar Lee Masters
La violenza non si racconta, non si può descrivere, tutto sembra retorico, già detto, superfluo, forse anche offensivo per chi quella violenza l’ha vissuta e combattuta, o peggio ancora subita in solitudine. La ricerca delle responsabilità si allarga allora in questo testo a tutti coloro che da spettatori diventano corresponsabili di un ambiente in cui le condizioni permettono, in taluni casi favoriscono il perpetrarsi della violenza. Domande da condividere, cui a volte proporre una risposta necessaria e urgente perché il caso privato diventi una volta per tutte emergenza sociale, interesse pubblico, formazione culturale di una generazione pronta a sciogliere i nodi e risolvere non un caso privato ma un problema della collettività.
Lo spettacolo segue il filo di una narrazione, alternando a monologhi tratti da opere di autori e autrici noti al grande pubblico, momenti in cui il canto si appropria del racconto per modularne i passaggi emotivamente più importanti. La danza esplode potente laddove la poesia sola può raccontare i movimenti di un’anima travolta o semplicemente complice di un dolore narrato.
Lo spettacolo non ha come scopo la divulgazione di una problematica ormai nota ma l’assunzione di responsabilità di soggetti non direttamente coinvolti negli episodi di violenza ma partecipi di quella rete sociale che li rende possibili. La società nella sua interezza può e deve formarsi per prevenire e annientare i fenomeni futuri ed ergersi potente a difesa di quelle situazioni attualmente in essere che hanno la speranza e la possibilità di rientrare.

 

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