Le  prime  immagini  del  Padiglione  Italia  alla  Biennale di Venezia  di Milovan Farronato, con le opere degli artisti Chiara Fumai, Liliana Moro e Enrico David

Del Padiglione  Italia si  è  parlato  moltissimo su queste colonne. Con l’intervista al curatore che potete trovare qui e le anticipazioni che  pian piano  sono uscite  sul progetto che coinvolge gli artisti Enrico David, Liliana Moro e la compianta Chiara Fumai“compagna astrale”, come la definisce il curatore nel suo saggio.
Oggi  il  progetto  di  Milovan  Farronato si  concretizza in un grande labirinto senza direzioni: è lo spettatore infatti a scegliere il percorso di visita in Nè altra, nè questa: la sfida del Labirinto. Dove andare, quali sale visitare per prima, dentro quali  spazi  e progetti perdersi, a cosa dedicare più o meno attenzione. L’idea della ripartizione dello spazio – una   soluzione   scelta   anche    da  molti  dei  colleghi  che  hanno  preceduto  Farronato,  anche  per  fronteggiare  le dimensioni  spropositate  del  Padiglione  di bandiera – gioca con diversi artifici teatrali: pesanti tendoni blu, specchi che amplificano e comprendono il visitatore nel progetto, specchietti retrovisori segnaletici che indicano la strada. Tra   un   corridoio   e  l’altro  si  aprono  poi  anfiteatri,  salette,  portoni  massicci,  gate,  si  scoprono  le  installazioni antropomorfe di David disseminate qua e là a costruire una mappa di una umanità spesso quasi grottesca, o il bello e intenso  reenactment  dell’opera di Chiara Fumai, This Last Line Cannot be Translated, che ritorna più volte in tutto il Padiglione,fino agli interventi di Liliana Moro, come La Spada nella Roccia, a volte monumentali come Il pozzo di San  Patrizio,  in  un  continuo  rimando  anche  alla  storia  dell’artista  che  in  una  installazione  appare addirittura autoritratta. Allo spettatore il compito di definire il percorso di visita e di rintracciare un filo conduttore nei meandri di  un’esperienza  che  talvolta  si palesa  quasi misterica, costruendo una trama delle immagini, dei contenuti e degli eventi. Ecco i primi scatti.

Enrico David, Padiglione Italia Biennale Arte 2019 , ph. Irene Fanizza

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