Non solo rapper e calciatori. Viaggio nella nobile e ricchissima storia dei tatuaggi. Appuntamento al Museo d’Arte Orientale di Torino, fino al 3 marzo

Il marchio di Caino, si diceva. Il timbro indelebile dell’infamia e della sconfitta, dal giglio di Francia impresso a fuoco (variante branding)  sulla spalla dei delinquenti,  ai numeri scribacchiati sulle  braccia  dei deportati nei lager nazisti, alle mitologie intarsiate  sui  corpaccioni degli  yakuza giapponesi e  via discorrendo – a chi interessa approfondire si consiglia  “Russian  Criminal  Tattoos”    (Artbook) .  C’è poi il   versante “clean”  e  allora  ecco monarchi:  Romanov, Savoia …  e  politici –  come  i tre  di Yalta:  Churchill,  Roosevelt e  Stalin  erano  tutti graffiti.  Ora,  alla  faccia  della sconfitta, c’è l’epidemia tra milionari rapper sportivi e cuochi da tivvù; vabbè, diciamo débacle del gusto?

 

https://www.vogue.it/news/notizie-del-giorno/2018/11/12/tatto-l-arte-sulla-pelle-festival-tatuaggi-torino/

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